destionegiorno
La poesia non va pensata, è fulmine dell'anima, vento nelle ossa, gelo sulla lingua, ecchimosi nel cuore. La poesia è musica del dolore, calore nelle vene, velo nero sulla gioia, sangue negli occhi, pugni nel ventre, fiori nella gola. La poesia è l'immensità del niente. ... (continua)
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Vedi
ti devo seppellire
e nella stessa fossa
seppellirò il mio cuore.
Vedi
ti devo dimenticare
per non impazzire
per non sentire le tue mani
la tua bocca
i tuoi seni
sulla mia pelle
che sta per squamare.
Vedi
ti devo seppellire
e io stesso... leggi...
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’Mbriacu
du to sciatu
da to vuci
du to sapuri
da to pelli
duci
comu o meli
Veni cca
e varda
l’occhi mei
lampanati
e lacrimusi
mi gira a testa
e sbandu
pi li strati
’Mbriacu
da to bucca
da to carni
da to lingua
amara
comu a... leggi...
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Chiedetelo a mia madre
se sono figlio
o se sono fratello
svegliatela dalla tomba
e portatela qui
davanti a me, adesso
in questo momento.
Chiedetelo a mia madre
se sono astro nascente
figlio di puerpera
o granello di sabbia
disperso nel... leggi...
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Demetrio Amaddeo
Le sue 120 poesie in Riflessioni
Saremo artificiali
e non conosceremo più carezze
ameremo però gli animali
ricordandoci di come eravamo
e li guarderemo
mentre si leccano gli occhi
mentre si annusano la pelle
e le stelle saranno spente
in notti metalliche
Venderemo
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Certo che noi umani siamo strani
una vita per cercare
illudersi e penare
accontentarsi
bevendo gocce di pioggia
sull'altare in riva al mare
davanti al rosso del tramonto
piegarsi al maestrale
aspettare
Dio, l'amore, il male
senza accorgersi
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È un mondo senza palle
senza uomini
senza coraggio
senza eroi.
E' un mondo di sotterfugi
egoismo, bugie
del “mi faccio i cazzi miei”.
E' mondo di poesie
false pacche sulle spalle
ipocrisie.
E' un mondo che tutti parlano
e nessuno
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Sei di Reggio Calabria?
No, a Reggio sono solo nato!
Sei Calabrese?
No, sono metà Jonico e metà Tirrenico!
Sei Meridionale?
No, sono Peninsulare!
Sei italiano?
No, sono Continentale!
Ma insomma di dove sei precisamente?
Sono
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Guardali Charles
scrivono la merda
e pensano di scrivere poesie
hanno la merda nelle tasche
e usano parole soffici
da antologie
forse lo faranno per incantare
o per distrarci
con false melodie
Guardali Charles
come si azzannano
per un pezzo
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A dieci anni volevo cambiare gioco
a vent'anni il mondo
a trenta la mia città
a quaranta la mia vita
a cinquanta cambio spesso idea
l'ordine preciso delle cose
arruffate dentro l'ovvietà
Cambia il vento e mi travolge
cambio viso
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Se le poesie non fossero litanie
se parlassero del vero
e non del presunto
se non descrivessero per tutto punto
false vibrazioni e allucinazioni
Se si scrivesse d'amore quando c'è amore
e di vento quando c'è tempesta
se
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Quando parlavamo
di attraversare l'Oceano
il deserto e la foresta Amazzonica
quando eravamo convinti
che con un colpo d'ali
potevamo fare il giro del mondo
Noi chi eravamo?
Con quali sguardi ci stupivamo
con quale istinto ci cercavamo
come ci
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E ci perderemo
lì dove ci siamo trovati
impantanati
tra il fango e i rovi
come rapaci nel cielo senza lune
Saremo liberi
ma pur sempre legati
a quel filo sottile
che stringe la gola
e si muore di altri respiri
E non venirmi a dire
che
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 | La mia Festa del Lavoro
è mio padre
il ricordo di un uomo
curvo e impegnato
che ha limato la vita
e la vita lo ha consumato
La mia festa del lavoro
è il ricordo di un uomo
che mi ha insegnato a soffrire
e mi ha cucito con
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| Quelli che non credono
prima o poi
arriveranno in un punto
dove il silenzio è un tonfo
e sarà impossibile tornare indietro
Quelli che non credono
prima o poi
si svuoteranno di tutto il sangue
e berranno lacrime
sotto un cielo
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| Tutto scorre
come una cascata di perle
e tutto si scioglie
come l'anima
dentro la stessa pelle
Tutto vola via
come una piuma
che sfiora il Paradiso
e poi si disperde
in un cielo che non conosciamo
Tutto finisce
come questa poesia
impronta
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| Mi son svegliato
che non ero più io
per l'esplosione di un sogno
ai confini del Paradiso
Ero diventato un bambino
un Angelo o forse Dio
che cercava il filo
tra la morte e la Resurrezione
E mi sono guardato
nello specchio del cielo
non
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| Tutte le mie poesie sono ridicole
non sarebbero mie se non fossero ridicole.
Il bello è che continuo a scriverle
incurante di quanto sia ridicolo.
Capita anche a voi di sentirvi ridicoli,
anche a voi succede di rileggerle
e provare un senso
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| Non invitatemi alla vostra cena
non sono Apostolo e né Giuda
partecipo però al vostro banchetto
bevendo vino e scontando la pena.
Io sono Angelo e Diavolo
ho chiodi conficcati fino al cuore
croci nella mente e serpi nelle vene
io
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